Parallele

Posted by gianni | pourpourrie | domenica 21 febbraio 2010 07:38

ricordiNon sono sicuro del perché il sito di Bele Casel mi sia interessato così tanto sin dalla vera prima volta in  cui lo visitai.

Sarà perché anche la  loro storia cominciò “più di quarant’anni fa”, così come avrebbe potuta cominciare la mia, se ne avessi una?

O forse è per via della foto di famiglia, con tre generazioni presenti e lo spilungone Luca che, dal mezzo sembra voler mantenere uniti ad ogni costo il passato, il presente ed il futuro?

E se invece fosse quel “gran contadino”, il nonno Ilario, che nella foto non c’è, ma il cui spirito sembra tuttora guidare le parole e le azioni della “contea”?

E mi piacque subito anche quel nome: contea, con la “c” minuscola: un nome da nobiltà.  Non ereditata, ma alla quale aspirare e poi mantenere e blasonare col lavoro, l’onestà ed il costante desiderio di imparare di più e migliorare.

Forse però la realtà è che, per me,  l’incontro  virtuale con Bele Casel è stato semplicemente dovuto ad una coincidenza imprevedibile, seppure in un certo senso, inevitabile.

Credo fosse inevitabile che, dopo avere finalmente raggiunta e superata l’età pensionabile, potessi finalmente  permettermi il lusso di lasciarmi avvolgere  dalla nostalgia dell’Italia, che per tanti anni avevo dovuto rifiutare di ammettere nella mia vita.

Malgrado il lungo tempo, le vicissitudini e forse anche perché l’Alzheimer mi sta aspettando attorno all’angolo, il mio affetto e la nostalgia per la terra natia, per la cultura, la cucina, il vino ed alcune delle tradizioni di ’sta benedetta Italia, sembrano aumentare, invece che attenuarsi col passare degli anni.

E con la nostalgia, malgrado le molte magagne e problemi del nostro Paese,  c’è la rinnovata consapevolezza di quanto l’Italia, ma soprattutto alcuni Italiani, abbiano da offrire al mondo, nonché a se stessi.

E, senza inizialmente avere prova alcuna, sentii istintivamente che la Famiglia Ferraro rappresentasse per me il prototipo di ciò che di meglio l’Italia ha da offrire al mondo.

Mi riferisco particolarmente agli artigiani, agli agricoltori ed ai viticultori, per i quali ho da sempre nutrito un rispetto che rasenta l’idolatria.

I miei ricordi di gioventù più vividi e più cari sono quelli raccolti sui banchi da lavoro, sulle zolle, sui campi, le stalle e le aie della Bassa Brianza; sulle colline ed i vitigni  del Veneto e della Val Trebbia.  Sono popolati da brave genti, oneste, sagge, astute ma, soprattutto, laboriosissime ed armate di volontà ferree.

Questa era gente che, malgrado io venissi “da città” e fossi piccolo e mingherlino, non appena tiravo su le maniche, indossavo un paio di zoccoli ai piedi e mi mettevo a lavorare con loro, non solo mi accettavano immediatamente come loro apprendista ed allievo, ma come loro pari; mi facevano sentire partecipe della loro vita, delle loro spanciate di cibo semplice, fresco e buono e delle loro bevute di vino alla sera attorno al focolare. 

( “Mettegh minga tropa acqua in del bicér del fieù, chè l’ha laurà fort incò” )

Oggi, a quasi sessant’anni ed a seimila chilometri di distanza, grazie ai miracoli della elettronica e della cibernetica, mi trovo a calcare (virtualmente, si capisce) le stesse zolle o camminando fra gli stessi vigneti pieni di grappoli che vi sussurrano “Non ancora. Lasciatemi prendere il sole per un altro giorno”.

Senza che voi nemmeno lo sappiate, io visito i vostri vigneti e sono nelle vostre stalle come un fantomatico voyeur. Alla dolce ora che precede l’alba, così sensualmente piena di promesse. Od in pieno giorno, quando il sole smagliante vi manda sotto il pergolato od in cantina.  Od  all’ora del crepuscolo: vellutata,  profumata dal sudore che si sta raffreddando sotto le vostre ascelle: il premio per una buona giornata di lavoro. O nelle notti mie di insonnia, quando vengo a far compagnia al ragno che fa la tela sotto l’architrave illuminata dalla luna….

Vi visito attraverso i vostri web-sites, i vostri blog, le vostre pubblicità, i vostri commenti, i vostri dibattiti animati …. e ancora una volta sento aria di  casa, l’appetito e l’olfatto si risvegliano…. annuso la terra…. e poi…

…e poi, anche se solo per pochi minuti fuggenti, mi sento ancora giovane e mi illudo per breve di poter ancora imparare  qualcosa.

E’ una bella sensazione.  Vale veramente la pena di celebrare, perché no, stappando una belle bottiglia di Millesimato…

…oppure, chissà se il Sor Danilo, darà la sua benedizione a quel “sur lie”?

foto tratta dal blog dolomiti

Storia di una potatura

Posted by Luca | lavori in vigna | domenica 24 gennaio 2010 09:29

Potatura ProseccoNelle ultime settimane ho passato le mie giornate potando le vigne del nostro Prosecco. La potatura,un lavoro fantastico e solo all’apparenza semplice, la vite è cosa viva, ci mette continuamente alla prova, viti vigorose da controllare e viti deboli da aiutare, ogni singolo ceppo ha la sua storia, e non sempre è semplice capire come comportarsi di fronte a sua maestà. C’è bisogno di esperienza, tanta , forse troppa. Tagliare il tralcio sbagliato, soprattutto su viti vecchie può essere un errore che non si recupera più, un errore che comprometterà per sempre l’equilibrio della pianta. Ecco perché io mi consulto molto spesso con un anziano (o quasi) che abita poco distante dai vigneti di Cornuda. Non servono telefonini, basta chiamare Alfiero a voce alta e lui dall’altra collina arriva dopo qualche minuto cavalcando un landini che usava già da ragazzo.

In realtà oggi non volevo parlare dei miei vigneti ma dei vecchi e saggi contadini che non vengono più ascoltati, la storia delle nostre terre è dentro di loro e nessuno vuole più farsela raccontare.  E qui nasce la scuola di potatura, si avete capito bene, una scuola di potatura. Un controsenso, come può un dottore conoscere un terreno di Asolo o uno di marsala, come può sapere in che modo si comportano le centinaia di varietà diverse di uve?

Ditemi che ne pensate perché io vedo un mondo che va alla rovescia!

E il merlot?

Posted by Luca | lavori in cantina | venerdì 16 ottobre 2009 13:57

Mentre i Prosecchi sostano sulle fecce nobili e attendono di essere filtrati noi cominciamo a pensare al merlot 2009.

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Due giorni fa abbiamo lavato la botte numero 3 molto accuratamente, entrando e controllando bene tutta la superficie interna che come vedete era ricoperta da tartrati, ieri abbiamo riempito la botte di acqua per verificare la perfetta tenuta delle doghe e oggi si travasa il merlot che ha concluso la fermentazione malolattica in acciaio.

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Li maturerà per 18/24 mesi, non vogliamo dargli delle regole, questo rosso è anarchico, fa quello che vuole. Lo assaggeremo più volte fino a che non avrà i requisiti per essere imbottigliato.

Merlot

Un prosecco di tre anni

Posted by Luca | lavori in cantina | venerdì 9 ottobre 2009 11:36

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Qualche settimana fa , in una giornata più tranquilla del solito, abbiamo deciso di fare pulizia profonda in cantina, e come spesso succede quando si fanno questi lavori, si trovano bottiglie dimenticate in un angolo, tra queste , una scatola contenente la prima prova di iniezione di gas inerte in bottiglia datata 31 maggio 2006 (3 anni e 5 mesi)

Curiosi di sapere come si era mantenuto il nostro Prosecco dopo tutto questo tempo decidiamo di portarlo immediatamente in frigo per assaggiarlo nel pomeriggio.

Tutta la famiglia riunita, io, mamma, papà, sorella, moglie e figlio tutti seduti impazienti (il bimbo a dir la verità un po meno), versiamo il vino nei flute.

Il colore è un giallo paglierino carico (i riflessi verdognoli che c’erano 3 anni prima sono spariti),  bel perlage di bollicine abbastanza numerose, di grana fine e persistenti.

A naso i profumi di frutta fresca che presenta un Prosecco giovane hanno lasciato spazio ai sentori di frutta matura, profumi più complessi che ricordano molto i metodi classici.

In bocca le bollicine sono morbide, avvolgenti. Confermiamo le sensazioni sentite all’olfatto, anche qui frutta matura. Lieve nota zuccherina immediata e gradevole, e’ un Extra Dry, di buon corpo e grande morbidezza.

Nel dare un giudizio personale al vino, eravamo tutti concordi nel dire che il consumatore medio non capirebbe un Prosecco così, probabilmente i meno esperti lo potrebbero scambiare addirittura con un Franciacorta.

Dopo aver fatto questa degustazione mio padre ci ricorda che, fino a pochi anni fa i nostri Prosecchi non fossero in grado di raggiungere questi standard qualitativi dopo così tanto tempo. Già a 7/8 mesi cominciavano a dare qualche segnale di cedimento, per crollare definitivamente ai 18/20 mesi.

Consapevoli che si può sempre migliorare, aspettiamo la degustazione di prosecco a 5 anni dall’imbottigliamento.


Amici o clienti?

Posted by Luca | Noi e Voi | venerdì 2 ottobre 2009 16:10

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Vi sto scrivendo col sorriso stampato in bocca. Oggi è arrivato un pacco inaspettato da Ravensburg. Vista la giornata pesante l’ho aperto solo ora dopo aver finito di imbottigliare. Con calma, coltellino alla mano, ho aperto questo scatolone, beh , volete sapere cosa c’era dentro? Un cd con le foto dell’apertura di un nuovo locale (piazza del gusto) e un giocattolo per il nostro secondo figlio che nascerà a giorni. Fin qui niente di strano direte voi, la cosa che mi ha reso così felice è che a spedire questo pacco è stato un cliente, un amico/cliente.

Ho deciso di scrivere questo post perchè mi sono reso conto di quanto sia bello parlare, discutere  con i nostri “clienti” capendo i loro problemi, cercando di aiutarli per quanto possibile.

grazie Fabrizio

www.piazza-del-gusto.de

E dopo la vendemmia?

Posted by Luca | lavori in cantina | giovedì 17 settembre 2009 13:52

I lavori in campagna sono finiti. Adesso ci stiamo concentrando in cantina,

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si assaggiano 2 volte al giorno tutti i prosecchi che come vedete sono ancora torbidi, la  cosa particolare di quest’anno è la differenza enorme tra un serbatoio e l’altro, ogni zona di produzione ha una sua peculiarità ben distinta. Non so se dobbiamo ringraziare l’annata, la nuova pressa,tutti i passaggi fatti in ambiente inerte.

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Qui nella foto vedete come, grazie ad una bombola di CO2, inertizziamo il serbatoio vuoto.

Da qui a 10 giorni tutti i vini avranno finito di fermentare, da quel momento parte una fase delicata di stasi sui lieviti che verrà controllata più volte al giorno per evitare che si innestino fermentazioni malolattiche particolarmente sgradite in tutti quei vini che, come il Prosecco, devono mantenere freschezza ed acidità a buoni livelli.

Ciao

Luca

Settimo giorno di vendemmia

Posted by Luca | lavori in vigna | sabato 12 settembre 2009 22:40

Oggi non è stato un vero giorno di vendemmia , 20 persone per un ettaro di merlot, 50 quintali vendemmiati in 2 ore, uno spasso.

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Alle 10.30 le tavole erano pronte, pane e formaggio tagliati, griglie accese e tutti i vendemmiatori seduti col bicchiere pieno per festeggiare l’ultimo giorno di vendemmia.La volete sapere una cosa? ci siamo alzati dalle panche alle 3 un pò alticci, ma felici di aver portato a casa tutto il raccolto.

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Come da analisi delle campionature una volta finita la fermentazione avremo un vino di 13.5 gradi alcolici.

L’uva era saporita, croccante come non l’avevo mai sentita, appena diraspata la buccia ha ceduto immediatamente colore quindi mi aspetto che il 2009 sia un’annata particolarmente buona, ma questo lo lascerò giudicare a voi.

Per ora possiamo dire che è stato un successo.

Buona notte a tutti

Luca

Sesto giorno di vendemmia

Posted by Luca | lavori in vigna | martedì 8 settembre 2009 22:32

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Sei giorni, sei durissimi giorni ma tutto il prosecco è stato vendemmiato! Oggi abbiamo raccolto le uve dei vigneti di Caerano, uva da cui verrà prodotto il prosecco Doc Treviso.

Potevamo produrre circa 180 qli in questo appezzamento, ne abbiamo prodotti meno di 100.

In cantina oggi mio padre ha filtrato il mosto per il millesimato 2009 dopo un’attenta degustazione di tutti i mosti presenti in cantina.

Dunque il mosto assegnato al nostro prodotto migliore proviene dai vigneti “Pellizzon”.

Le vendemmie non sono ancora finite, ci mancano circa 40/50 qli di merlot però volevo comunque anticipare i ringraziamenti a:

Giacomo che mi ha permesso di essere presente nonostante numerose avvisaglie di parto anticipato.

Mio padre che per controllare vini e mosti ha consumato le suole delle scarpe sulle scale.

Mia madre per tutti quei pranzi favolosi e la disponibilità ad accogliere in casa tutti i vendemmiatori.

Mia sorella e il suo ragazzo per aver sacrificato gli ultimi giorni di relax prima di entrare nel vero mondo crudele del lavoro e dell università.

Luciano in arte Ciano che per sei giorni ha scaricato secchi zeppi d uva al ritmo di una mitraglietta.

I suoceri per aver affrontato per tre giorni di fila un interminabile strada pur di venire a vendemmiare.

E a tutti gli altri vendemmiatori che hanno reso unica questa vendemmia 2009!

Quinto giorno di vendemmia

Posted by Paola | lavori in vigna | domenica 6 settembre 2009 16:03

Oggi giornata relativamente tranquilla, sono rimasto in cantina con mio padre per fare gli ultimi travasi che quest’anno sono particolarmente lunghi , infatti ogni serbatoio prima di essere riempito viene saturato con anidride carbonica per evitare qualsiasi tipo di contatto del mosto con l’ossigeno.

A mezzogiorno e nel tardo pomeriggio sono arrivati due carichi di uva dai vigneti “pellizzon”.

Vista la giornata ho deciso di inserire qualche foto del lavoro in vigna

Secchio d'uva

Un secchio di Glera che diventerà dal primo di aprile Asolo Prosecco Docg Superiore

Scarico

L’uva del secchio viene messa in una vasca attaccata ad un muletto

Scarico sul rimorchio

E dalla vasca passa al rimorchio

E questi sono tutti i passaggi che avvengono tra le vigne, prossimamente vi mostrerò che succede in cantina

Buona Domenica

Quarto giorno di vendemmia

Posted by Luca | lavori in vigna | sabato 5 settembre 2009 21:59

Non so se ridere o se piangere…il prosecco delle vigne di Cornuda è stato completamente vendemmiato, i vigneti “Altin” pure, i vigneti “Pellizzon” finiremo di vendemmiarli domani. E queste sono le due belle notizie. Passiamo alla nota dolente, circa 80 quintali aspettano di essere pressati per colpa della rottura della pompa oliva, una pompa per il carico di uva intera in pressa. Il tutto successo di sabato sera dove è praticamente impossibile trovare un tecnico libero. Tireremo notte con la speranza che prima o poi qualcuno si liberi e venga in nostro soccorso permettendoci di finire il lavoro.

In cantina tutto procede regolarmente fortunatamente senza intoppi.

Qui di seguito una fotografia di un serbatoio che si è ghiacciato dovuto al normale raffreddamento del mosto.

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Buona notte per ora…a presto

Luca

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